gocce

Non era tutto lì, il segreto della vita: una tenace sopportazione? Al buio, dove i suoi pensieri gli sembravano più significativi che alla luce del giorno, concluse che era quella la differenza tra lui e Mary. Lui riteneva che accettare tutte le cose, piccole o grandi, fosse una virtù, mentre Mary riteneva che fosse una virtù il rifiuto di accettarle.

                (Anne Tyler, “L’amore paziente”)

Le Gocce sono scelte da Mariletta Caiazza

Il fallimento Onu

Il fallimento Onu

Era prevedibile, anche se la speranza era che in occasione del summit per il sessantesimo compleanno...

Allarme rifugiati

Allarme rifugiati

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e il Programma Alimentare Mondiale ...

Gaza spera

Gaza spera

Eviterà "accuratamente di pronunciare la parola occupazione", come scrive oggi il Financial Times. M...

Il nucleare coreano

Il nucleare coreano

La Corea del Nord – nell’ennesimo annuncio destinato a peggiorare i rapporti con gli Usa – ha ribadi...

archivio news
Cerca nel sito

home
News
Arabia Saudita, niente voto per le donne
Arabia Saudita, niente voto per le donne Le donne saudite non potranno prendere parte alle elezioni amministrative parziali, le prime nella storia del Paese, previste in primavera. L’annuncio dato ieri dal ministro, il principe Nayf Abdel Aziz, ha provocato la protesta delle femministe saudite, che hanno definito la decisione “un’ulteriore riprova delle discriminazioni cui sono sottoposte le donne in Arabia Saudita”. Critiche arrivano anche da settori liberali del Paese, secondo i quali l’esclusione delle donne dal voto pregiudicherà la correttezza dello stesso processo elettorale che avrà inizio nella capitale Riad il prossimo febbraio e si concluderà in aprile.

La legge elettorale emanata l’estate scorsa infatti non vieta esplicitamente alle donne di partecipare alle elezioni. Ragion per cui una donna architetto, Nadia Baqrouji, si era preparata da tempo per scendere in campo a Riad. Aveva diffuso, un mese fa, il suo programma elettorale incentrato su questioni come la preservazione dell’ambiente e la sicurezza degli edifici. La signora ha accolto con rabbia la decisione delle autorità di negare il voto alle donne.

“E’ un messaggio politico preciso. Già in questo Paese la donna è ampiamente penalizzata: non può lavorare, non può guidare la macchina e nemmeno viaggiare liberamente”, ha commentato la Baqrouji. L’impiego delle donne è vietato per legge, così come quello di guidare l’automobile, e l’espatrio è negato in caso di mancanza del consenso di un tutore (il marito, il padre o un parente stretto maschio).

"E’ un’ulteriore ammissione da parte delle autorità sulla continuità della politica discriminante verso le donne”, ha commentato un'altra militante femminista, Hatoun al-Fasi, che era impegnata in un apposito programma per aiutare le donne a partecipare al processo elettorale.

Il governo saudita ha giustificato questo ripensamento con l’esistenza di problemi logistici e amministrativi, negando motivi religiosi o politici. Soltanto cinquemila donne saudite posseggono una carta di identità valida, ha spiegato un addetto all'attuazione della legge elettorale. Ma l’architetto Baqrdouji ribatte: “Se questo è il vero motivo bisogna per legge assegnare alle donne delle quote di seggi nei consigli comunali. Quote che dovrebbero toccare il 50 per cento visto che formiamo la metà della popolazione del Paese”.

In realtà il regime saudita cerca di mettere le mani avanti per stare al riparo delle critiche degli ulema, i religiosi, che vedono nel voto delle donne una vera e propria eresia. Se avesse voluto il governo avrebbe potuto organizzare per tempo una campagna di sensibilizzazione per incoraggiare la partecipazione delle donne alle elezioni, alla stregua di Paesi più arretrati come l’Afghanistan. Ma i custodi dell’ortodossia islamica che siedono nei sontuosi palazzi di Riad non hanno voluto rischiare. Di per sé la concessione del voto ai sudditi per eleggere i loro rappresentanti comunali viene da loro percepita come un'autentica rivoluzione.

La famiglia regnante aveva subito numerose pressioni interne e internazionali dopo l’11 settembre al fine di riformare il sistema politico di stampo feudale ritenuto obsoleto e fonte del terrorismo di al-Qaeda che da due anni insanguina il paese. Pressioni che hanno indotto i reali a organizzare nel 2005 elezioni municipali ma parziali, cioè metà dei membri del Consiglio saranno eletti dal popolo mentre l’altra metà sarà nominata direttamente dal potere esecutivo. Del resto, non è una novità in un Paese come l’Arabia Saudita in cui non esiste un vero e proprio Parlamento eletto dal popolo, bensì un’assemblea di notabili scelta dal sovrano e il cui parere non è vincolante. Qualcuno però ritiene che malgrado queste restrizioni la prova del voto nel 2005 costituisce di per sé un salto in avanti, anche se da esso saranno escluse le donne del reame. (in foto "saudi shopping).

Simona Gugliemo

Documenti allegati:
nessun documento allegato.